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Il Santuario » Festività


Nella chiesa del Crocifisso, ancora in costruzione ma già aperta al pubblico, nel 1662 ebbe inizio la solenne celebrazione della ricorrenza dell’Ascensione.

Era la festa principale, e tale rimarrà nel corso dei secoli successivi, probabilmente perché papa Innocenzo X aveva concesso per quel giorno l’indulgenza plenaria, in formam jubilei, che si poteva lucrare dalla sera della vigilia fino al tramonto del sole del giorno dell’Ascensione.

Dopo il canto del vespro nella chiesa di S. Maria di Piazza, la confraternita della Pietà, accompagnata dai sacerdoti coristi della suddetta chiesa, si recava al Crocifisso. Apriva la processione uno dei confratelli che, davanti alla Croce, portata l’urna contenente la bolla papale.

Il giorno seguente venivano celebrate varie messe prima di quella solenne, ed erano presenti numerosi sacerdoti confessori. Sui prati vicini aveva luogo una fiera molto frequentata per la grande affluenza di cittadini e forestieri.

La festa dell’ Ascensione continuò ad essere celebrata di anno in anno anche quando, circa un secolo più tardi, problemi di stabilità dell’edificio e difficoltà economiche della confraternita avevano ridotto di molto le ufficiature nella chiesta del Crocifisso, fino ad arrivare al punto di lasciare solo quelle della suddetta solennità. Le celebrazioni del giorno dell’Ascensione rimasero invariate sia per l’aspetto religioso che per la fiera che continuava ad essere centro di grande attrazione. Per far fronte alle spese i confratelli si avvalevano della questua che veniva fatta anche all’esterno, tra la gente che frequentava il mercato.

Dopo gli avvenimenti del 1809 l’afflusso dei pellegrini fu così intenso e si prolungò per così tanto tempo che le celebrazioni erano numerosissime in tutti i mesi dell’anno. Non si ha testimonianza di qualche particolare festa celebrata con maggiore solennità se non le ricorrenze del 9 giugno, giorno dello Scoprimento, e del 14 settembre, giorno della consacrazione del nuovo Santuario.

Intorno al 1820 si ripristinò l’antica fiera dell’Ascensione, ma siccome il luogo era il piazzale davanti alla chiesa, la fiera recava non poco disturbo alle funzioni religiose, per cui con delibera consiliare dell’aprile 1824 si pensò di spostarla all’ultimo giorno dell’ottava. Tale decisione ne provocò la prevedibile decadenza. Nonostante in seguito si cercasse di ripristinarla nello stesso giorno della festa, della accreditata fiera si perse la precedente notorietà.

Tra alterne vicende la festa dell’Ascensione è stata ripresa con rinnovata solennità un secolo più tardi, quando alla famiglia religiosa dei Padri Sacramentini, qui chiamata dall’Arcivescovo di Fermo, fu affidato il Santuario.

Nel 1949 ebbe luogo la prima solenne celebrazione dell’Ascensione con processione Eucaristica: di nuovo si ebbe un notevole afflusso di forestieri, di nuovo aumentò l’interesse per il Santuario. L’avvenimento è documentato da foto che non solo evidenziano la moltitudine dei fedeli, ma anche un modo nuovo di portare processionalmente l’Eucaristia: sulla sommità di un carro tra un tripudio di fiori e luci. La peculiarità del carro, riccamente ornato e al centro della processione, è rimasta inalterata in questi ultimi sessanta anni.

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